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Intervista a Gianluca Bozzetti «Per noi niente accordi con altre forze politiche. È una regola sacrosanta»


Intervista a Gianluca Bozzetti – «Per noi niente accordi con altre forze politiche. È una regola sacrosanta»

II consigliere regionale Bozzetti spiega come il M5S si sta preparando all’appuntamento con le amministrative

Sebbene in silenzio, i pentastellati si stanno preparando per l’appuntamento con le elezioni amministrative. Come sempre, sottolinea però il consigliere regionale Gianluca Bozzetti, senza l’ansia di doversi candidare a tutti i costi. Al primo posto, infatti, c’è sempre il programma.

Il Movimento 5 Stelle di Brindisi è già al lavoro per prepararsi alle prossime amministrative 2018? «Il gruppo che ha ottenuto la certificazione della lista nelle scorse elezioni sta lavorando sul programma e sono previste anche diverse iniziative, a partire dai banchetti, con diversi portavoce. Pensavamo anche di far venire in città, come fatto qualche mese prima della caduta dell’amministrazione, un sindaco 5 Stelle per raccontare l’esperienza di un Comune amministrato dal Movimento».

Alle ultime amministrative c’era qualche frizione fra i tre meetup di Brindisi. Tutto risolto? «In realtà la questione dei gruppi è sempre molto dibattuta. Per quel che ne so io, ad ogni modo, a Brindisi c’è un gruppo che ha continuato a lavorare mentre non so se gli altri siano materialmente ancora attivi. Personalmente, vengo contattato per azioni sul territorio, attività o per studiare un determinato tema da un solo gruppo. Premesso, comunque, che il portavoce non è tenuto a dirimere eventuali problemi interni ai gruppi o tra i gruppi, io sono sempre disponibile per chiunque. Dopo di che, i gruppi locali si autodeterminano e si preparano per l’eventuale presentazione della lista. A Brindisi, come altrove, si lavora prima che sulle persone sui programmi. Partendo da quello delle precedenti amministrative e migliorandolo anche in funzione dell’esperienza maturata in Comune».

Confermate il “no” a qualunque alleanza? «Assolutamente. E più passa il tempo più ci rendiamo conto che la scelta, anche se a volte è rischiosa dal punto di vista meramente numerico, è quella giusta perché ci permette di portare avanti quelli che sono i principi, le idee ed i programmi del Movimento. Basti guardare cosa hanno prodotto, a Brindisi come altrove, le accozzaglie di partiti e civiche da destra a sinistra pur di vincere a tutti i costi. In quel modo è impossibile fare qualcosa per il territorio. Al di là della formalità, dunque, questa si conferma una regola sacrosanta e giusta».

Tra chi sceglierà, il Movimento 5 Stelle di Brindisi, per selezionare il proprio candidato sindaco? Quale dovrebbe essere, in sostanza, il “profilo” del candidato ideale? «Non esiste un profilo ideale. L’importante è che il candidato rispecchi appieno le regole del Movimento. Poi chiunque può fare il candidato sindaco, dalla casalinga, all’ ingegnere, al professore universitario. Chiunque abbia intenzione di fare bene per il proprio territorio e condivida le linee guida e il programma che il Movimento si darà per il territorio sarà il candidato ideale. Non esistono limiti e forse questa è una delle grandi rivoluzioni culturali che abbiamo introdotto: non ci sono segretari che decidono chi mettere e dove metterlo. Ovviamente, il candidato sarà scelto attraverso un processo partecipato. Poi, deciderà il gruppo se si tratterà di un attivista di lunga data, di una persona arrivata un mese fa o di una persona che ancora si deve avvicinare».

Stavolta utilizzerete il voto online? «Al momento, le regole sono rimaste invariate: non si passa dal voto sul blog per le comunali. Sono i gruppi locali che si autodeterminano e creano una lista. Poi sta allo staff certificarla, se rispecchia i criteri del Movimento. Le elezioni in Sicilia comunque hanno portato criteri più ferrei e io personalmente ne sono contento. Prima, ad esempio, potevi candidarti anche se lo avevi già fatto con altre forze. L’importante è che non avessi corso contro il Movimento. Ora non puoi avere corso con nessuna lista diversa dal 2009 in poi, anno di nascita del Movimento. Questo da una parte è un limite ma è anche una dimostrazione della volontà di cambiare radicalmente la futura classe dirigente del Paese. Ed è anche un impegno in più perché vuol dire dover trovare le persone adatte in una cerchia sempre più ristretta. Ma se vuoi fare bene, ti devi attrezzare bene».

F.R.P.

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