I parlamentari M5S a Brindisi per il TOXIC TOUR

Si è svolta oggi, 25 maggio, presso l’Hotel Orientale di Brindisi, la conferenza stampa per illustrare la gravissima condizione ambientale in cui versa il territorio brindisino. La conferenza stampa, è stata fortemente voluta e organizzata dai candidati al consiglio regionale pugliese del Movimento cinque stelle alla presenza di ben 17 parlamentari (Alessio Villarosa, Claudio Cominardi, Daniela Donno, Daniele Pesco, Davide Crippa, Diego De Lorenzis, Dino Alberti, Federico D’Incà, Francesco Cariello, Francesco D’Uva, Manlio Di Stefano, Nicola Bianchi, Paola Carinelli, Paolo Romano, Sergio Battelli, Vito Crimi, Manlio Di Stefano).

parlamentari m5s

E’ stato, dunque, presentato alla stampa il Toxic tour: un itinerario dedicato, per approfondite direttamente sui luoghi, l’orrenda situazione ambientale in cui versa la Città. “La giornata nasce per portare nuovamente in parlamento e maggiormente all’attenzione dell’opinione pubblica l’emergenza ambientale e sanitaria brindisina”.

Toxic tour è partito, dunque, quest’oggi da Piazza Cairoli in sincrono con l’apertura dell’acqua della Fontana delle Ancore, alla presenza di soli tre giornalisti (rispettivamente Brindisisera.it, Brindisilibera.it e il Quotidiano).

Il pullman pentastellato con i 17 parlamentari e i candidati consiglieri regionali pugliesi (Gianluca Bozzetti di Brindisi, Giuseppe Morelli di San vito dei Normanni, Federica Bellino di Villa Castelli, Paolo Mariani di Ostuni) ha visitato i siti più colpiti dall’inquinamento industriale. Prima tappa Sant’Apollinare, scelta non a caso perché rappresenta l’esempio più importante di come si potrebbe ripartire e riabilitare il luogo alla sua originaria vocazione, un esempio di ciò che dagli addetti ai lavori viene definito “riconversione mentale”. Inutile ricordare ai nostri lettori che Sant’Apollinare è una storica spiaggia vicina all’imbocco del porto interno e attigua all’area archeologica di Punta delle Terrare, insediamento risalente all’età del bronzo. Sono state illustrate ai parlamentari e descritte le scellerata scelte di cementificazione del sito.

Seconda tappa A2A-EDIPOWER, (Brindisi Nord, attiva dal 1969, nata per soddisfare le esigenze energetiche del petrolchimico), oggi è una vecchia fabbrica obsoleta e “non più economicamente sostenibile”, come dichiarato dalla stessa azienda al Ministero dell’Industria. L’impianto è inattivo dal dicembre 2013 – Nonostante la sua chiusura fosse prevista da tempo (già nel 1989 fu sottoscritto un accordo firmato tra Enel, Ministero dell’ Industria ed enti locali; e poi ancora nelle convenzioni del 1996 e del 2002 quella vecchia centrale è ancora lì, nel porto. E ancora oggi A2A insiste per rimetterla in funzione presentando un progetto ancor più folle, la co-combustione carbone ed Ecoergite (un derivato dai rifiuti) . La centrale è sita a poche centinaia di metri dal centro cittadino !!!

Altra tappa il Petrolchimico: alla fine degli anni ’50 la Montecatini in grosse difficoltà finanziarie, approfittò dei forti incentivi previsti dallo Stato e della possibilità di una localizzazione strategica come il porto di Brindisi. L’area del petrolchimico occupò oltre 800 ettari di terreno Raddoppiato nel ‘68. Si è ricordata l’esplosione del reparto P2T del 1977 con tre vittime. Oggi l’impianto è ancora in funzione. Le sfiammate delle torce si verificano frequentemente, spesso per più giorni consecutivi, alla cittadinanza che allarmata chiede notizie viene risposto che è “tutto sotto controllo”, in realtà si continua a restare allo scuro su ciò che realmente bruci e perché.

Ultima tappa, Micorosa, un’area con un’estensione di circa 50 ettari, ubicata a sud del petrolchimico e all’interno del Parco naturale regionale “Saline di Punta della Contessa”. Tra il 1962 ed il 1980, l’area è stata utilizzata per lo smaltimento dei residui di lavorazione del petrolchimico, un volume di circa 1,5 milioni di metri cubi. Qui le indagini hanno individuato un’altissima concentrazione di elementi cancerogeni, un’enorme discarica non autorizzata ed incontrollata di rifiuti industriali speciali pericolosi, lasciata lì da oltre 30 anni

Lo “Sblocca Italia” ha previsto uno stanziamento per un importo di circa 48 milioni di Euro, per quel progetto che impropriamente viene definito bonifica, ma che in realtà è solo un “tombamento”, una sorta di “messa in sicurezza” .

Tutto quanto descritto sopra è stato illustrato ai parlamentari del M5S intervenuti. Rendere consapevoli è il primo passo per il cambiamento di una Città che da troppo tempo è in attesa di ritrovarsi.

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